Parliamone
Su ogni argomento esistono i pro ed i contro. Parlarne è la maniera migliore per trovare dei punti di incontro ed una via comune per affrontarli con franchezza e spirito costruttivo.
PRIMA DI PARLARE OCCORRE CONOSCERE. Quando   avviene   un   fatto   drammatico   ed   eclatante   come   il   crollo   del ponte   di   Genova   o   un   terremoto   devastante,   per   mesi   non   si   parla d'altro.    Ministri    ed    Amministratori    Delegati,    giornali    e    televisioni, esperti   e   politici   non   parlano   che   di   quello   che   si   sarebbe   dovuto   fare , di     disgrazia     annunciata     ed     esemplari     punizioni.     Un     esercito     di opinionisti   sventolano   le   loro   motivazioni   su   quello   che   è   successo ignorando la prima regola che è quella di conoscere a fondo i fatti. Dopo    qualche    mese    tutto    tace.    La    magistratura    indagherà    tanti presunti   colpevoli   e   tra   qualche   anno   darà   la   sua   versione   dei   fatti,   tra qualche     decina     di     anni,     forse,     avremo     le     prime     condanne     in Cassazione. Dal   terremoto   di   Messina   ad   oggi   nulla   è   cambiato.   Gli   enti   gestori   si chiudono    a    catenaccio,    si    rimpallano    le    responsabilità,    presentano centinaia   di   note   e   mezze   verità   con   cui   il   funzionario   di   turno   ha cercato   di   allontanare   la   sua   parte   di   responsabilità.   Spesso   si   tratta   di società   private   nate   dalla   svendita   dell’IRI   ai   tempi   di   Prodi,   di   Amato   e di   Gros,   ed   emergono   fortissimi   interessi   di   gruppi   economici   di   livello mondiale, contratti blindati e pressioni politiche. Tutto questo lo paghiamo in termini di vite umane e d’immagine negativa del sistema Italia. Ma   anche   per   i   beni   gestiti   direttamente   da   Enti   Pubblici   le   cose   non   vanno   meglio.    Nessun   Ente   conosce realmente   le   condizioni   di   resistenza   strutturale   degli   immobili   che   gestisce.   Gli   Enti   di   gestione   dei   beni pubblici   (infrastrutture,   musei,   beni   architettonici,   scuole,   ospedali   ecc.)   ed   anche   la   Chiesa    che   gestisce migliaia   di   Beni   Ecclesiastici,   non   hanno   mai   fatt o   un   censimento   dettagliato   dei   beni   gestiti   in   relazione alla   loro   reale   resistenza   strutturale   ed   al   loro   comportamento   sismico.   Con   un   silenzio   assordante   hanno semplicemente    deciso    di    non    affrontare    il    problema    adducendo    la    mancanza    di    fondi    o    la    carenza    di personale.   Occorre   un   piano   straordinario,   sistematico   ed   interdisciplinare,   coordinato   da   una   autorità apposita   che   fornisca   una   analisi   dettagliata   sullo   stato   di   salute   di   tutti   i   manufatti   aperti   al   pubblico.   Una autorità   che   riunisca   gli   Enti   di   Gestione,   l'Università,   gli   Ordini   Professionali   e   le   Prefetture   per   analizzare la   reale   condizione   di   sicurezza   ed   indicare   prontamente   gli   interventi   o,   se   necessario,   provvedendo cautelativamente all'interdizione del bene all'uso pubblico. Le    migliaia    di    tecnici    disoccupati    ed    i    tanti    giovani    laureati    potrebbero    essere,    dopo    una    specifica formazione, impiegati per una coraggiosa iniziativa di reale tutela del Nostro territorio.
di Aldo Bertuglia